La nostra regione

Sorrento

Sorrento tra miti e leggende. A cominciare dal nome, Sorrentum, Syrentum, che si incontra negli scritti di Ovidio, Stradone, Seneca, Ennio, Galeno, Orazio, Marziale, Plinio e Stazio. Secondo la leggenda più nota, l’etimo sarebbe legato al mito delle Sirene, metà donne e metà pesce, che, dalle acque del mare di Sorrento, ammaliavano Ulisse, mentre un’altra leggenda narra della dipendenza del nome da Sirentum, la fanciulla nata da due contadini della zona collinare del Casarlano, la quale, rapita dai saraceni, fu rivendicata dai sorrentini. Sebbene, secondo alcuni storici, la città risiederebbe in una regione di cui si hanno testimonianze fin dall’età neolitica, le origini vere e proprie, come racconta lo storico Diodoro Siculo, risalgono alla popolazione italica degli Ausoni, ed in particolare al fondatore Liparo, figlio del re Ausone e nipote di Ulisse e della maga Circe.

In età imperiale, tra l’epoca di Cesare e quella di Adriano, Sorrento, per il suo clima mite, fu scelta come soggiorno da molti imperatori ed aristocratici che vi fecero costruire residenze e Villae marittime, lungo la costa, come Villa Pollio Felice, al Capo di Sorrento.

Attraverso gli anni Sorrento divenne meta privilegiata di illustri personaggi della cultura europea come Lord Byron, Keats, Goethe, Dickens, Wagner, Ibsen e Nietzsche. L’agricoltura visse ai primi del ‘900 una seconda giovinezza grazie alla coltivazione intensiva degli agrumi che venivano esportati in tutta la Penisola e all’estero

Capri

Nelle acque iridescenti del Golfo di Napoli si erge l’isola più celebrata per la sua bellezza fin dai tempi dell’Impero Romano: l’isola di Capri. É una massa calcarea con un’estensione di circa 10 km², distante non più di tre miglia marine da Punta della Campanella, l’estremità della Penisola Sorrentina, a cui inizialmente era legata fino a quando, sommersa dal mare, si è separata dalla terraferma. L’icona di Capri sono, di certo, i Faraglioni che si stagliano dalle acque del mare e sono visibili da diversi punti della costiera come immagine emblematica dell’isola. Si tratta di rocce staccatesi dall’isola a causa dell’erosione marina e conservano una piccola colonia di lucertole azzurre.

Altra bellezza naturalistica, legata al nome di Capri è la Grotta Azzura, dove è possibile ammirare uno splendido spettacolo offerto dal cromatismo dei colori e la struttura stessa della grotta. Vi si può accedere in barca attraverso un ingresso angusto. Sui Faraglioni si apre il Belvedere di Tragara, splendido punto panoramico. Fin dall’antichità l’isola vanta una prosperosa tradizione turistica tanto che i due maggiori imperatori romani, Tiberio e Augusto, la elessero a meta e dimora delle proprie vacanze, per la salubrità del clima e la bellezza del paesaggio. Molti patrizi, emulando gli imperatori, soggiornarono a Capri per le proprie vacanze. Nel corso dei secoli, poi, il territorio è diventato luogo di ispirazione e riposo di molti artisti, vip e aristocratici oltre che di poeti, attori e musicisti. Capri è diventata seconda patria di scrittori come Norman Douglas, Massimo Gorkij, Jacques d’Adelsward Fersen, Curzio Malaparte, Oscar Wilde, Alessandro Dumas, oltre che al grande medico svedese Axel Munte e molti altri.

Amalfi

Amalfi sorge lungo la valle del fiume Canneto (o Chiarito come anticamente veniva denominato) stretta tra il Monte Aureo a Est ed il Monte Tabor ad Ovest;

Il centro cittadino ha la forma di un ventaglio rovesciato che misura circa 1,5 km nella parte più ampia, sulla spiaggia, e qualche centinaio di metri nel tratto opposto della Valle dei Mulini (circa 2 km verso l’interno). La suddetta Valle è la propaggine urbana della più ampia Valle delle Ferriere, l’antica “zona industriale” di Amalfi, ove sorgevano le cartiere e l’antica Ferriera da cui il nome all’intero comprensorio. La Valle per le sue peculiarità faunistiche ed ambientali è oggi riserva naturalistica orientata.

Fuori del centro cittadino, in direzione Ovest, e parallela alla Strada Statale 163, si snoda l’antica Via Maestra dei Villaggi. Immersa nel verde dei terrazzamenti di limoni ed ulivi per tutta la lunghezza, circa 4 km, è l’antica strada pedonale che collegava al centro le 5 le frazioni amalfitane.

Sul lato mare invece, sempre verso Ovest, snoda l’incantevole costiera ricca di suggestivi anfratti, di spiaggette ed in ultimo della meravigliosa Grotta dello Smeraldo.

Procedendo verso Est invece, a poche centinaia di metri è Atrani, raggiungibile sia percorrendo la SS 163 che la panoramicissima pedonale via S. Maria delle Signore.

Pompei

Pompei, situata alle falde del Vesuvio, su un altipiano di formazione vulcanica, a circa 30 metri dal livello del mare, non solo è uno dei centri archeologici più famosi al mondo perché custodisce, nei suoi scavi, tratti di antiche civiltà come nessun altro posto, ma anche un importante polo religioso venerato e visitato, ogni anno, da migliaia di turisti. L’antica Pompei fu fondata, probabilmente dagli Osci, ed abitata, in seguito, dagli Etruschi, Greci, Sanniti e divenne colonia romana nel 91 a.C. La città fu completamente distrutta dall’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C. La sua riscoperta è avvenuta grazie all’opera di scavo intrapresa nel 1748 dal re di Napoli Carlo di Borbone.  Patrimonio archeologico, unico al mondo, tanto che nel 1997 l’Unesco ha dichiarato Pompei Patrimonio Mondiale dell’Umanità, considerando, in base a presupposti culturali, che Pompei, assieme ad Ercolano ed altri paesi limitrofi, sepolti dall’eruzione del 79 d.C., costituiscono una testimonianza completa e vivente della società e della vita quotidiana in un momento preciso del passato, e non trovano il loro equivalente in nessuna parte del mondo.

Vesuvio

Si tratta di un vulcano particolarmente interessante per la sua storia e per la frequenza delle sue eruzioni. Fa parte del sistema montuoso Somma-Vesuviano. È situato leggermente all’interno della costa del golfo di Napoli, ad una decina di chilometri ad est del capoluogo campano.

Il Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama del golfo. Una celebre immagine da cartolina ripresa dalla collina di Posillipo lo ha fatto entrare di diritto nell’immaginario collettivo della città di Napoli. Il Vesuvio detiene un primato a livello mondiale, cioè quello di essere stato il primo vulcano ad essere studiato sistematicamente (per volontà della casa regnante dei Borbone), studi che continuano tuttora ad opera dell’Osservatorio Vesuviano.

Il Vesuvio è un vulcano esplosivo o effusivo in stato di quiescenza dal 1944, situato nel versante orientale della provincia di Napoli, nel territorio dell’omonimo parco nazionale istituito nel 1995. La sua altezza, al 2010, è di 1.281 m, sorge all’interno di una caldera di 4 km di diametro. Quest’ultima rappresenta ciò che è rimasto dell’ex edificio vulcanico (Monte Somma) dopo la grande eruzione del 79 d.C., che determinò il crollo del fianco sud-orientale in corrispondenza del quale si è successivamente formato il cratere attuale. È attualmente l’unico vulcano di questo tipo attivo di tutta l’Europa continentale.

Nel 1997 il Vesuvio è stato eletto dall’Unesco (con il vicino Miglio d’Oro) tra le riserve mondiali della biosfera.

Nel 2007 il Vesuvio è stato proposto alla selezione per eleggere le sette meraviglie del mondo naturale come Bellezza naturale italiana.

Napoli

Vivace, scenografica, superstiziosa, Napoli è da secoli una delle città d’arte più suggestive d’Italia.

Fondata nell’VIII secolo a.C. fu tra le città egemoni della Magna Graecia, grazie al rapporto privilegiato con Atene, ed esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti tanto da diventare il centro della filosofia epicurea in Italia.

Per motivi storici, artistici, politici ed ambientali è, dal IX secolo fino ad oggi, tra i principali centri di riferimento culturale d’Europa. Sede della Federico II, la più antica università statale d’Europa.

Divisa in due da Spaccanapoli, un arteria che divide in due la Napoli antica, è una delle città che regala ai suoi visitatori emozioni uniche e un atmosfera magica. A partire dal suo centro storico greco romano, il più grande d’Europa e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, si dipana un percorso che vi immergerà nel cuore della città partenopea svelandovene segreti e meraviglie artistiche e architettoniche. Dalle facciate dei portoni di antiche dimore fino alle straordinarie chiese barocche, tra cui l’originale Chiesa del Purgatorio ad Arco con i suoi teschi di bronzo all’esterno.

Senza dimenticare le piazze che si aprono tra i vicoli come piazza del Gesù che ospita l’omonima chiesa. Proseguendo nel percorso del centro storico, a breve distanza da piazza del Gesù è situato uno dei più rinomati edifici sacri di Napoli, la chiesa di Santa Chiara, in stile gotico ma con successive ibridazioni barocche risalenti al ’700. Ancora su Spaccanapoli si incontrano la Cappella San Severo, in cui è custodita la preziosa scultura marmorea del Cristo Velato, e la strada di San Gregorio Armeno, in cui si trovano le botteghe artigiane dei mastri dell’arte presepiale napoletana.

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